Ascoltare radio onde sintonizzandosi in una Casa Vuota

Una delle opere di Massimo Ruiu

Un carotaggio nel mar nero della memoria. Un oceano che propaga onde radio. Una radio che manda in onda un concerto live, gracchiature dovute a segnali captati con scarsa forza: non c’è campo, ma distesa. Un artista che pesca dentro il proprio occhio e tirando la lenza trova una casa vuota un remo un pagliaccio con la coda rossa aragosta, financo specie ittiche che non sono mai esistite. Un neologismo: maradio. Per far incontrare le onde radio e la radio delle onde. Leggi tutto “Ascoltare radio onde sintonizzandosi in una Casa Vuota”

La poesia della scienza cerca il senso della bellezza

«Puoi forse attraversare come il neutrino | tutta la terra come se niente fosse? | Puoi viaggiare per l’orlo della galassia | e ritornare più giovane di prima? | Puoi, per esempio, sfiorarmi con la mano | senza causare una catastrofe cosmica?». Spesso sono i poeti ad anticipare alcune scoperte o consentire il loro l’ingresso nell’immaginario collettivo, nel linguaggio comune: le metafore sono intuizioni, d’altronde «come gli artisti, i fisici hanno bisogno dell’immaginazione per avvicinarsi alla verità: ogni esperimento è preceduto da un’intuizione, da una domanda». Lo dice nel suo docufilm “Il senso della bellezza” (2017, Ubu) il regista Valerio Jalongo, che ha girato un film sul lavoro scientifico-artistico dei fisici del Cern di Ginevra. I versi di apertura, invece, sono di un poeta oggi dimenticato,  Juan Rodolfo Wilcock, che così scriveva nel libro “Italienisches Liederbuch – 34 poesie d’amore” che Rizzoli pubblicò nel 1974. Leggi tutto “La poesia della scienza cerca il senso della bellezza”

Il poeta è un geologo, e scopre l’Antiappennino

Neve e Gaeta, “Contrasti”, ph. Beniamino David, 2015

 

 

 

L’intervento è apparso sul sesto numero della rivista “Appennino” diretta da Giuseppe Lupo.

«La Ciociaria è quella specie di pentagono, chiuso per i due lati determinanti l’apice del promontorio circeo in quel tratto di mare tirrenico che va da Torre Astura a Sperlonga, dove spazia la provincia di Latina tra il dorsale dei Lepini e degli Ausoni. A nord-ovest si parte la linea che da Torre Astura passa per Cisterna di Latina, Artena, Genazzano, Olevano, Subiaco, concludendosi a Vallepietra, donde si svolge il lato est, confinante con l’Abruzzo e limitato dal dorsale principale dei monti Ernici-Simbruini e della Meta con la vasta provincia di Frosinone e l’antico circondario di Sora, fino al solco del Rapido-Gari, mentre il lato sud percorre una linea più frastagliata da Settefrati, attraversando Cassino, Pontecorvo, Esperia fino a Sperlonga. [… Qui] s’affacciano polverose Cori, Sezze, Sermoneta, Ninfa, Norma, Priverno, Fossanova, poi viene Terracina e da ultimo si dispiega quell’immenso aranceto che è la piana di Fondi, dove l’avventura del paesaggio circeo ha termine. Ma dalle falde dei monti Prenestini sino a Cassino, dall’Appennino abruzzese sino a Priverno ricomincia e finisce il viaggio di chi voglia entrare nel cuore della Ciociaria che è Frosinone: con paesaggi ora aspri e caprigni, dirotti nel pallido tufo e nella roccia violacea, ora tenero e gentile spumante da castagneti a vigneti, ora grandioso risorgente da classiche rovine. A settentrione gli Ernii digradano in lente e selvose collinette. A mezzogiorno, come una terrazza diroccata nell’azzurro, i dirupi ventosi dei Lepini si scapricciano lungamente per finire negli Ausoni; e la vallata del Sacco è tutta leggera e fremente nel fumo dei casolari, mentre sui fianchi delle colline s’indorano le antiche città, le rocche baronali di Anagni, Alatri, Ferentino, Veroli, Sora, Arpino, Aquino sino al Calvario che è Cassino». Leggi tutto “Il poeta è un geologo, e scopre l’Antiappennino”

Enea ambasciatore e la poetessa Madre

Mark Rothko, Untitled, 1969

Capita che Enea non abbia smesso il suo viaggio. Forse perché, a differenza di Ulisse, non aveva negli occhi un orizzonte, nel cuore una terra. Enea è colui che deve fondare un popolo, ogni altra sua prerogativa è infondata. L’altro ieri Enea era di nuovo in Italia, nella terra del re Latino e della sua nutrice Caieta. Giusto per trascorrere le feste di Natale coi suoi cari. Ma è già ripartito, destinazione: America Latina. Il Latino nel sangue, evidentemente. Oggi fa l’ambasciatore, durante gli spostamenti disegna, e nei viaggi appunta.

«Scrivo i primi versi per convenzione, o scrupolo, | cosciente che sarà solo dal quinto o sesto | che si darà battaglia, e questi | saranno cancellati, e il tutto rimontato. | Si parlerà di certe pennellate di ceruleo | impastate a bianco di zinco, che delineano | il contorno di un casale fatto di terra d’ocra, | e di come le persone che vi abitano, ignare, | a noi aliene quanto la fauna di altri mondi, | ci osservino passare sul nostro regionale, | e dell’idea che ci facciamo di un ipotetico futuro, | se scendessimo qui, se ci conoscessimo, | se infine non fossimo viaggiatori e spettatori. | Poi si spalanca la porta di uno scompartimento | e ne vien fuori una ragazza alta, che naviga | come polena fendendo un oceano immaginario, | e tutti tacciamo, abbassando gli occhi, | sperando di aver sbagliato tempi e luoghi: | di esser stati seduti accanto a lei, finora.»

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Confronto tra De Libero e un palleggiatore

“Merda d’artista”, Piero Manzoni

Aggiungono gli organizzatori: «Altra considerazione per un fondano messosi in evidenza di recente per la sua performance è per Carmine Diaco che ha partecipato con successo alla trasmissione televisiva “I soliti ignoti”».

Sorvoliamo sull’italiano, anche se non si dovrebbe in un premio di poesia. Perché il signor Diaco sarà premiato sabato 16 dicembre all’interno della XXXII edizione del premio nazionale di poesia “Libero de Libero”. Se non sapete chi è Diaco, non vi dovete preoccupare: la poesia contemporanea si legge poco. Ah, non è un poeta? Non è nemmeno uno scrittore, un intellettuale? No, il signor Diaco è un abilissimo palleggiatore. Sa destreggiarsi con il pallone di cuoio, da buon poeta del calcio. Leggi tutto “Confronto tra De Libero e un palleggiatore”

Spar(l)ate sulla poesia (ah, salve!)

Justine Smith, ‘The judge’

«Parlo del vizio di leggere o di recitare ad altri i componimenti propri: il quale, essendo antichissimo, pure nei secoli addietro fu una miseria tollerabile, perché rara; ma oggi, che il comporre è di tutti, e la cosa più difficile è trovare uno che non sia autore, è divenuto un flagello, una calamità pubblica, e una nuova tribolazione della vita umana». Se non svelassi l’autore, la constatazione sembrerebbe scritta domani, e farebbe anche parecchio sorridere. Però una paresi mista a mestizia ci prende scoprendo che a scriverla fu Giacomo Leopardi, mentre studiava le lingue, le stelle e l’infinito. Leggi tutto “Spar(l)ate sulla poesia (ah, salve!)”

Quando l’Orco era Carducci

T. De Lempicka, Ritratto del marchese D’Afflito

Aveva «tre grandi torti presso la società: di avere molto ingegno, di essere bella e troppo giovane». Spiace deludere quanti vorrebbero fosse una frase di un difensore di Asia Argento, reduce da un tour in giro per il mondo per denunciare l’“orco” Weinstein. Invece è una affermazione di fine Ottocento del fratello di Annie Vivanti, riferita proprio alla sorella. Chi è costei? Una persona che voleva solo fare il mestiere più antico del mondo: il poeta. A ogni costo. E vi riuscì. Oggi è certamente più nota come la giovanissima amante di Giosué Carducci, piuttosto che come poetessa (nonostante alcuni apprezzabili lavori in prosa). Lo racconta lei stessa: Leggi tutto “Quando l’Orco era Carducci”