CR7, lettera aperta di un ex juventino

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Con “Hurrà Juventus” del 1999 regalarono una macchinetta fotografica. Mai riuscito a utilizzarla veramente, me la rigiravo nelle mani mentre sfogliavo sulla rivista le fotografie di un giocatore che aveva appena iniziato la sua riabilitazione dopo un delicatissimo intervento. A novembre dell’anno prima la rottura del legamento crociato anteriore e posteriore. Il mensile me lo teneva da parte, dopo averlo accuratamente letto, uno “zio” acquisito, il mio vicino di casa, tra i primi in città ad avere un abbonamento a Tele + solo per seguire la Vecchia Signora. Fu grazie a lui – lo zio – che m’innamorai di questa squadra tenera e bastarda, come i suoi colori che in fondo sono l’alfa e l’omega di tutti gli altri. Fu grazie a lui – l’Alex – che guardavo le partite e godevo un po’ di più se segnava lui invece di Trezeguet o Fonseca. Non lo so come avrebbe reagito lui – lo zio – all’acquisto di CR7 perché oggi questo “zio” non c’è più. Posso invece sapere come lui – l’Alex – pure ha reagito entusiasticamente (vedasi Instagram) per ragioni piuttosto evidenti, sebbene non condivisibili per uno che ha scritto la storia e poi è stato mandato fuori a calci nel culo dopo avere firmato un contratto in bianco come manco un Rino Tommasi chiunque. In fondo si era “cierresettizzato” lui per primo per guarire dalla sindrome dell’abbandono, da un complesso di Telemaco che l’ha portato a cercare il padre su lidi australiani, dove pensavano la palla fosse ovale, e indiani, dove credevano bastasse pregarla, quella palla-bianca/Yang. Leggi tutto “CR7, lettera aperta di un ex juventino”