Confronto tra De Libero e un palleggiatore

“Merda d’artista”, Piero Manzoni

Aggiungono gli organizzatori: «Altra considerazione per un fondano messosi in evidenza di recente per la sua performance è per Carmine Diaco che ha partecipato con successo alla trasmissione televisiva “I soliti ignoti”».

Sorvoliamo sull’italiano, anche se non si dovrebbe in un premio di poesia. Perché il signor Diaco sarà premiato sabato 16 dicembre all’interno della XXXII edizione del premio nazionale di poesia “Libero de Libero”. Se non sapete chi è Diaco, non vi dovete preoccupare: la poesia contemporanea si legge poco. Ah, non è un poeta? Non è nemmeno uno scrittore, un intellettuale? No, il signor Diaco è un abilissimo palleggiatore. Sa destreggiarsi con il pallone di cuoio, da buon poeta del calcio. Leggi tutto “Confronto tra De Libero e un palleggiatore”

Scalfari inventa l’intervista fai-da-selfie

«All’improvviso oggi ho dentro una sensazione assurda e giusta. Ho capito, con una illuminazione segreta, di non essere nessuno.  (…) Io sono la periferia di una città inesistente, la chiosa prolissa di un libro non scritto. (…) Penso in continuazione, sento in continuazione; ma il mio pensiero è privo di raziocinio, la mia emozione è priva di emozione! Da una botola situata lassù, sto precipitando per lo spazio infinito, in una caduta senza direzione, infinitupla e vuota. La mia anima è una maëlstrom nero, una vasta vertigine intorno al vuoto, un movimento di un oceano senza confini intorno ad un buco nel nulla, e nelle acque, che più che acque sono turbini, galleggiano le immagini di ciò che ho visto e sentito nel mondo. (…) E io, proprio io, sono il centro che esiste soltanto per una geometria dell’abisso. (…) Poter saper pensare! poter saper sentire!»

Fernando Pessoa scrisse questo frammento il 1° dicembre 1931, esattamente 86 anni prima dell’intervista storica di Eugenio Scalfari, padre fondatore di “Repubblica”. Leggi tutto “Scalfari inventa l’intervista fai-da-selfie”

Spar(l)ate sulla poesia (ah, salve!)

Justine Smith, ‘The judge’

«Parlo del vizio di leggere o di recitare ad altri i componimenti propri: il quale, essendo antichissimo, pure nei secoli addietro fu una miseria tollerabile, perché rara; ma oggi, che il comporre è di tutti, e la cosa più difficile è trovare uno che non sia autore, è divenuto un flagello, una calamità pubblica, e una nuova tribolazione della vita umana». Se non svelassi l’autore, la constatazione sembrerebbe scritta domani, e farebbe anche parecchio sorridere. Però una paresi mista a mestizia ci prende scoprendo che a scriverla fu Giacomo Leopardi, mentre studiava le lingue, le stelle e l’infinito. Leggi tutto “Spar(l)ate sulla poesia (ah, salve!)”

Il ‘Fuoco’ di Romeo per Giulietta

‘Apocalisse’, Scipione

C’è stato un giorno in cui Romeo ha bruciato per Giulietta e poi ha bruciato Giulietta. C’è stato un giorno in cui un laboratorio teatrale ha tentato d’indagare questa pulsione. D’amore? Di follia? Di folle amore? Un delitto passionale. O forse una passione delittuosa. In fondo un fatto vero di 110 anni fa, ma in verità un racconto mitologico della notte dei tempi e una prosa poetica di Libero de Libero. Eros e Thanatos, ancora, nel romanzo “Amore e morte” (Garzanti, 1951). Leggi tutto “Il ‘Fuoco’ di Romeo per Giulietta”

Quando l’Orco era Carducci

T. De Lempicka, Ritratto del marchese D’Afflito

Aveva «tre grandi torti presso la società: di avere molto ingegno, di essere bella e troppo giovane». Spiace deludere quanti vorrebbero fosse una frase di un difensore di Asia Argento, reduce da un tour in giro per il mondo per denunciare l’“orco” Weinstein. Invece è una affermazione di fine Ottocento del fratello di Annie Vivanti, riferita proprio alla sorella. Chi è costei? Una persona che voleva solo fare il mestiere più antico del mondo: il poeta. A ogni costo. E vi riuscì. Oggi è certamente più nota come la giovanissima amante di Giosué Carducci, piuttosto che come poetessa (nonostante alcuni apprezzabili lavori in prosa). Lo racconta lei stessa: Leggi tutto “Quando l’Orco era Carducci”

Neanche Nessuno si salva da solo

Angelus Novus, Paul Klee, 1920

La Catalogna si stacca. Il Veneto ci prova ad allontanarsi: rivendica lo statuto speciale. E perché non il Lazio allora? Perché la Calabria no? O anche perché non Roma? Città a statuto speciale. Perché il proprio paese di 40.000 abitanti no? In fondo la capitale succhia tutto… Vogliamo 20 regioni a statuto speciale. Vogliamo l’Italia nazione a statuto speciale in Europa. Bramiamo l’Italia dei Comuni, l’Italia spezzatino del 1250 col capitalismo istallato di default. Come riporta Bauman nel suo ultimo saggio “Retrotopia”, in un articolo del 2016 sul “Boston Review” Ronald Aronson scrive: Leggi tutto “Neanche Nessuno si salva da solo”