Al cinema arriva Gigione, il fenomeno che nessuno vuol studiare

Per chi confondesse: a sinistra Madonna, a destra Gigione

Il cappellino da baseball. Non lo toglie mai. Nei concerti del Vasco della sagra della salsiccia è elemento che regge la sacralità tra il musicista e gli spettatori. Il berretto con la visiera come ce l’abbiamo oggi si diffonde tra la gente comune negli Anni Sessanta: molto meglio del feltro, più sportivo, ma soprattutto il più delle volte con un simbolo sulla parte anteriore. Il cappellino comunica un brand, è al tempo stesso marchio di fabbrica e di se stessi. L’amuleto, il fazzoletto bianco di Armstrong, il crazy diamond. Il problema, semmai, è che parliamo di Luigi Ciaravola, aka Gigi One, alias Gigione. Il più discusso musicista della penisola italiana, tanto che quando si accostano altri nomi alla sua carriera, il naso si storce e la visiera s’abbassa. Eppure lui stesso dice di essersi ispirato a Otis Redding e di aver suonato il basso in una band, esperienza che gli ha permesso di conoscere il ritmo della gente, quello che il pubblico batte con la coscia. È stato definito (dalla vicepresidenza della provincia di Perugia, sic) inventore della “folk dance” all’italiana, forse persino l’unico vero musicista indie. Leggi tutto “Al cinema arriva Gigione, il fenomeno che nessuno vuol studiare”

Il poeta è un geologo, e scopre l’Antiappennino

Neve e Gaeta, “Contrasti”, ph. Beniamino David, 2015

 

 

 

L’intervento è apparso sul sesto numero della rivista “Appennino” diretta da Giuseppe Lupo.

«La Ciociaria è quella specie di pentagono, chiuso per i due lati determinanti l’apice del promontorio circeo in quel tratto di mare tirrenico che va da Torre Astura a Sperlonga, dove spazia la provincia di Latina tra il dorsale dei Lepini e degli Ausoni. A nord-ovest si parte la linea che da Torre Astura passa per Cisterna di Latina, Artena, Genazzano, Olevano, Subiaco, concludendosi a Vallepietra, donde si svolge il lato est, confinante con l’Abruzzo e limitato dal dorsale principale dei monti Ernici-Simbruini e della Meta con la vasta provincia di Frosinone e l’antico circondario di Sora, fino al solco del Rapido-Gari, mentre il lato sud percorre una linea più frastagliata da Settefrati, attraversando Cassino, Pontecorvo, Esperia fino a Sperlonga. [… Qui] s’affacciano polverose Cori, Sezze, Sermoneta, Ninfa, Norma, Priverno, Fossanova, poi viene Terracina e da ultimo si dispiega quell’immenso aranceto che è la piana di Fondi, dove l’avventura del paesaggio circeo ha termine. Ma dalle falde dei monti Prenestini sino a Cassino, dall’Appennino abruzzese sino a Priverno ricomincia e finisce il viaggio di chi voglia entrare nel cuore della Ciociaria che è Frosinone: con paesaggi ora aspri e caprigni, dirotti nel pallido tufo e nella roccia violacea, ora tenero e gentile spumante da castagneti a vigneti, ora grandioso risorgente da classiche rovine. A settentrione gli Ernii digradano in lente e selvose collinette. A mezzogiorno, come una terrazza diroccata nell’azzurro, i dirupi ventosi dei Lepini si scapricciano lungamente per finire negli Ausoni; e la vallata del Sacco è tutta leggera e fremente nel fumo dei casolari, mentre sui fianchi delle colline s’indorano le antiche città, le rocche baronali di Anagni, Alatri, Ferentino, Veroli, Sora, Arpino, Aquino sino al Calvario che è Cassino». Leggi tutto “Il poeta è un geologo, e scopre l’Antiappennino”