Enea ambasciatore e la poetessa Madre

Mark Rothko, Untitled, 1969

Capita che Enea non abbia smesso il suo viaggio. Forse perché, a differenza di Ulisse, non aveva negli occhi un orizzonte, nel cuore una terra. Enea è colui che deve fondare un popolo, ogni altra sua prerogativa è infondata. L’altro ieri Enea era di nuovo in Italia, nella terra del re Latino e della sua nutrice Caieta. Giusto per trascorrere le feste di Natale coi suoi cari. Ma è già ripartito, destinazione: America Latina. Il Latino nel sangue, evidentemente. Oggi fa l’ambasciatore, durante gli spostamenti disegna, e nei viaggi appunta.

«Scrivo i primi versi per convenzione, o scrupolo, | cosciente che sarà solo dal quinto o sesto | che si darà battaglia, e questi | saranno cancellati, e il tutto rimontato. | Si parlerà di certe pennellate di ceruleo | impastate a bianco di zinco, che delineano | il contorno di un casale fatto di terra d’ocra, | e di come le persone che vi abitano, ignare, | a noi aliene quanto la fauna di altri mondi, | ci osservino passare sul nostro regionale, | e dell’idea che ci facciamo di un ipotetico futuro, | se scendessimo qui, se ci conoscessimo, | se infine non fossimo viaggiatori e spettatori. | Poi si spalanca la porta di uno scompartimento | e ne vien fuori una ragazza alta, che naviga | come polena fendendo un oceano immaginario, | e tutti tacciamo, abbassando gli occhi, | sperando di aver sbagliato tempi e luoghi: | di esser stati seduti accanto a lei, finora.»

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Confronto tra De Libero e un palleggiatore

“Merda d’artista”, Piero Manzoni

Aggiungono gli organizzatori: «Altra considerazione per un fondano messosi in evidenza di recente per la sua performance è per Carmine Diaco che ha partecipato con successo alla trasmissione televisiva “I soliti ignoti”».

Sorvoliamo sull’italiano, anche se non si dovrebbe in un premio di poesia. Perché il signor Diaco sarà premiato sabato 16 dicembre all’interno della XXXII edizione del premio nazionale di poesia “Libero de Libero”. Se non sapete chi è Diaco, non vi dovete preoccupare: la poesia contemporanea si legge poco. Ah, non è un poeta? Non è nemmeno uno scrittore, un intellettuale? No, il signor Diaco è un abilissimo palleggiatore. Sa destreggiarsi con il pallone di cuoio, da buon poeta del calcio. Leggi tutto “Confronto tra De Libero e un palleggiatore”

Scalfari inventa l’intervista fai-da-selfie

«All’improvviso oggi ho dentro una sensazione assurda e giusta. Ho capito, con una illuminazione segreta, di non essere nessuno.  (…) Io sono la periferia di una città inesistente, la chiosa prolissa di un libro non scritto. (…) Penso in continuazione, sento in continuazione; ma il mio pensiero è privo di raziocinio, la mia emozione è priva di emozione! Da una botola situata lassù, sto precipitando per lo spazio infinito, in una caduta senza direzione, infinitupla e vuota. La mia anima è una maëlstrom nero, una vasta vertigine intorno al vuoto, un movimento di un oceano senza confini intorno ad un buco nel nulla, e nelle acque, che più che acque sono turbini, galleggiano le immagini di ciò che ho visto e sentito nel mondo. (…) E io, proprio io, sono il centro che esiste soltanto per una geometria dell’abisso. (…) Poter saper pensare! poter saper sentire!»

Fernando Pessoa scrisse questo frammento il 1° dicembre 1931, esattamente 86 anni prima dell’intervista storica di Eugenio Scalfari, padre fondatore di “Repubblica”. Leggi tutto “Scalfari inventa l’intervista fai-da-selfie”

Spar(l)ate sulla poesia (ah, salve!)

Justine Smith, ‘The judge’

«Parlo del vizio di leggere o di recitare ad altri i componimenti propri: il quale, essendo antichissimo, pure nei secoli addietro fu una miseria tollerabile, perché rara; ma oggi, che il comporre è di tutti, e la cosa più difficile è trovare uno che non sia autore, è divenuto un flagello, una calamità pubblica, e una nuova tribolazione della vita umana». Se non svelassi l’autore, la constatazione sembrerebbe scritta domani, e farebbe anche parecchio sorridere. Però una paresi mista a mestizia ci prende scoprendo che a scriverla fu Giacomo Leopardi, mentre studiava le lingue, le stelle e l’infinito. Leggi tutto “Spar(l)ate sulla poesia (ah, salve!)”